È probabile che Aer Lingus interrompa i suoi voli a lungo raggio da Manchester (MAN) verso destinazioni tra cui New York (JFK), Orlando (MCO) e Bridgetown (BGI). La compagnia aerea ha effettivamente cessato di vendere biglietti per queste rotte dopo il 31 marzo 2026, inquadrando la mossa come una risposta all'”incertezza” e contemporaneamente impegnata in tese trattative contrattuali con i suoi assistenti di volo con sede a Manchester.

Contesto: espansione e sfide attuali

Nel 2021, Aer Lingus ha lanciato il servizio transatlantico da Manchester, con l’obiettivo di trarre vantaggio da quello che percepiva come un mercato sottoservito. La compagnia aerea, parte del gruppo IAG ma non membro formale dell’alleanza oneworld, ha cercato di sfruttare il suo status di joint venture per espandere la propria rete a lungo raggio. Tuttavia, da allora l’operazione di Manchester ha dovuto affrontare notevoli turbolenze.

Contenzioso del lavoro e performance finanziaria

La decisione della compagnia aerea arriva mentre sta negoziando con circa 200 assistenti di volo con sede a Manchester che chiedono aumenti salariali più elevati e migliori condizioni di lavoro. Aer Lingus ha offerto un aumento del 9%, che i dipendenti hanno rifiutato, citando l’aumento del costo della vita. La disputa ha portato a scioperi, interruzioni delle operazioni e dubbi sulla sostenibilità della base. La compagnia ha inoltre affermato che i voli in partenza da Manchester sono sottoperformanti rispetto alle rotte operate dall’Irlanda, tra cui Dublino (DUB) e Shannon (SNN).

L’ambiguità strategica

Aer Lingus non ha cancellato esplicitamente i voli, scegliendo invece di sospendere le prenotazioni come un modo per “minimizzare i disagi dei clienti” nel caso in cui la base di Manchester dovesse chiudere. Questo approccio è insolito, poiché il taglio delle vendite garantisce essenzialmente la fine delle rotte consentendo alla compagnia aerea di evitare una reazione pubblica immediata. Non è chiaro se si tratti di una tattica contrattuale calcolata per fare pressione sui dipendenti o di una genuina intenzione di ritirarsi da Manchester.

La storia di IAG con i rapporti di lavoro

La società madre di Aer Lingus, IAG, ha una storia di trattative sindacali aggressive. L’anno scorso, il gruppo ha manipolato gli ordini dell’A321XLR come leva nei colloqui con i piloti dell’Aer Lingus, suggerendo la volontà di utilizzare misure drastiche per raggiungere i propri obiettivi.

Domande senza risposta e potenziali risultati

La tempistica di questa mossa – con meno di tre mesi di preavviso prima del picco della stagione estiva – è discutibile. È possibile che Aer Lingus intenda riportare la capacità in Irlanda, ma la natura improvvisa della decisione solleva preoccupazioni sulla pianificazione operativa e sull’impatto sui clienti.

La questione principale è chiara: Aer Lingus sembra utilizzare i suoi voli per Manchester come merce di scambio nelle trattative sindacali, minacciando di tagliare il servizio a meno che i dipendenti non accettino i suoi termini. La riluttanza della compagnia aerea a fornire un annuncio di cancellazione definitiva non fa altro che approfondire l’incertezza sia per i viaggiatori che per il personale.

La situazione evidenzia la complessa interazione tra efficienza operativa, rapporti di lavoro e posizionamento strategico all’interno del settore aereo. Se Aer Lingus porterà avanti questo piano, probabilmente dovrà affrontare critiche per la sua gestione della situazione, inviando allo stesso tempo un messaggio alla sua forza lavoro che le concessioni non saranno fatte alla leggera.